La fine della ricerca per keywords?
Prendendo spunto da questo post di Erick Schonfeld letto su TechCrunch , vorrei provare ad approfondire il quesito che pongo nel titolo.
Negli ultimi anni abbiamo visto crescere, in maniera forse anche inaspettata, i contenuti presenti nella rete, tutto ciò dovuto alla facilità di inserimento in Internet di contenuti generati dagli utenti; senza stare ad approfondire, oggi abbiamo a disposizione quando vogliamo miliardi di video, foto, informazioni e dati su persone celebri e non. Il problema che si pone è: come trovare ciò che cerchiamo?
Oggi la risposta sembra scontata, vado su un motore di ricerca e inserisco le parole che ritengo adatte a trovare i miei risultati, ma sarà sempre così? e soprattutto è il miglior metodo?.
Sicuramente fino ad oggi è stata la tecnica che forniva migliori risultati, ma già da domani, con il crescere esponenziale delle risorse da filtrare questo tipo di ricerca potrebbe non riuscire più a restituire ciò che esattamente cerchiamo.
Questi concetti sono stati espressi da Nova Spivack CEO di Radar Networks (una startup che lavora sul web semantico) che ricorda: ” Google oggi ci fornisce, secondo delle parole chiave da noi inserite, un rank di risultati decisi da lui secondo dei parametri di qualità e popolarità, ma ciò che noi veramente cerchiamo potrebbe non essere nei top o nemmeno nei risultati”.

Quindi con il naturale declino del keyword search subentreranno gli altri tipi di ricerche che oggi si stanno sperimentando.
Dalla ricerca per linguaggio naturale, ossia digitando frasi di senso compiuto, alla ricerca semantica, che, però, necessita un totale rimescolamento dei contenuti del web, inserendo metadati per ogni elemento di tutte le pagine per far sì che i contenuti “dialoghino” tra di loro.
Per chi volesse approfondire il tema qui sotto trova lo Slideshow di Spivack che chiarisce molto meglio cos’è il web semantico, quali sono i vantaggi e gli svantaggi di tutte le tipologie di ricerca.


