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    TheFreeThinker

    May 13
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    Social data portability: MySpace, Facebook e Google

    In principio fu MySpace che giovedì scorso annunciò il suo servizio denominato MySpace Data Availability , che attraverso un accordo iniziale con la loro controllata Photobucket più Yahoo, Ebay e Twitter, permetterà di trasportare i contenuti chiave del proprio profilo MySpace (Info,interests,foto e video) nei siti sopara elencati, permettendo così una più fluida registrazione ad altri servizi web non obbligandoci più a compilare tutti i profili, ma caricandoli dal nostro MySpace; è chiaro l’intento di far diventare MySpace il centro delle informazioni, una sorta di database personale dal quale attingere per riempire gli account creati su altri servizi.

    Facebook logoVista la grandezza e le infinite possibilità offerte da questa soluzione il giorno seguente, 9 Maggio, Facebook annuncia il servizio Facebook Connect; cosa sarà secondo voi?? Bè..ovvio un servizio che permette lo sharing di dati da e verso Facebook. Il loro servizio permetterà poi anche la portabilità degli amici da una web application ad un’altra. Viene presentata una partnership iniziale con Digg e viene chiarito che il servizio non partirà prima di qualche settimana il che fa storcere il naso a molti che vedono il lancio promozionale di questo come pura risposta a MySpace senza dietro un vero studio del servizio.

    E secondo voi Google poteva stare a guardare? certamente no, infatti Ieri, lunedì 12 Maggio presenta Friend Connect. Servizio che onestamente differisce un po’ dai primi due presentati, ma l’obiettivo finale da raggiungere, ossia essere il database delle informazioni e dei dati degli utenti, è il medesimo.

    Google offrira la possibilità a qualsiasi sito di integrare un Social network, quindi permetterà agli utenti di iscriversi e di condividere i dati tra i siti che si sono dotati di questo ed i più famosi servizi di social networking della rete.

    Qui sotto il video della presentazione di Google Friend Connect:

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    May 10
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    Guerrilla marketing by Elio e le Storie Tese


    Elio e le storie tese vendesi

    Girando per il quartiere Isola a Milano in questi giorni è facile imbattersi in cartelli AFFITTASI e VENDESI (come quello nella foto) dei più disparati servizi commerciali.

    Sembrerebbero normalissimi cartelli che passano perlopiù inosservati agli occhi dei non interessati, se non fosse per la quantità di questi che ha iniziato ad insospettire; avvicinandosi in effetti si può leggere:

    “VENDESI - cedesi per 3000 euro attività avviata di sandalaio infradito per VIP. Zona Garibaldi. Riparazioni Facili. Guadagno sicuro.”

    Ormai incuriosito continuando a leggere si scopre che altro non è che un’ azione di Guerrilla Marketing  fatta per lanciare il festival Comicittà 2008 organizzato da Comedy Central i cui direttori artistici sono proprio gli Elio e le Storie Tese.

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    May 09
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    State of Confusion
Photo by creativefi

    State of Confusion

    Photo by creativefi

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    May 05
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    Qualcuno ha detto che è più facile occuparsi dei problemi altrui che dei propri. Si sbagliava.
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    May 03
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    Myspace: “You’ve got a friend request from a girl!”

    Kid: “C’mon, it’s never a girl…it’s always a webcam porn site!”

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    May 01
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    La fine della ricerca per keywords?

    Prendendo spunto da questo post di Erick Schonfeld letto su TechCrunch , vorrei provare ad approfondire il quesito che pongo nel titolo.

    Negli ultimi anni abbiamo visto crescere, in maniera forse anche inaspettata, i contenuti presenti nella rete, tutto ciò dovuto alla facilità di inserimento in Internet di contenuti generati dagli utenti; senza stare ad approfondire, oggi abbiamo a disposizione quando vogliamo miliardi di video, foto, informazioni e dati su persone celebri e non. Il problema che si pone è: come trovare ciò che cerchiamo?

    Oggi la risposta sembra scontata, vado su un motore di ricerca e inserisco le parole che ritengo adatte a trovare i miei risultati, ma sarà sempre così? e soprattutto è il miglior metodo?.

    Sicuramente fino ad oggi è stata la tecnica che forniva migliori risultati, ma già da domani, con il crescere esponenziale delle risorse da filtrare questo tipo di ricerca potrebbe non riuscire più a restituire ciò che esattamente cerchiamo.

    Questi concetti sono stati espressi da Nova Spivack CEO di Radar Networks (una startup che lavora sul web semantico) che ricorda: ” Google oggi ci fornisce, secondo delle parole chiave da noi inserite, un rank di risultati decisi da lui secondo dei parametri di qualità e popolarità, ma ciò che noi veramente cerchiamo potrebbe non essere nei top o nemmeno nei risultati”.

    Beyond keyword search

    Quindi con il naturale declino del keyword search subentreranno gli altri tipi di ricerche che oggi si stanno sperimentando.

    Dalla ricerca per linguaggio naturale, ossia digitando frasi di senso compiuto, alla ricerca semantica, che, però, necessita un totale rimescolamento dei contenuti del web, inserendo metadati per ogni elemento di tutte le pagine per far sì che i contenuti “dialoghino” tra di loro.

    Per chi volesse approfondire il tema qui sotto trova lo Slideshow di Spivack che chiarisce molto meglio cos’è il web semantico, quali sono i vantaggi e gli svantaggi di tutte le tipologie di ricerca.

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    Apr 22
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    Apr 18
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    Bisogna essere in due per mentire: uno che mente, l’altro che sente.
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    Apr 15
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